Come scegliere una trappola per faina efficace da Brico Dépôt per proteggere la tua casa

La faina è un mustelide notturno che si insedia nei sottotetti, nelle soffitte e nei garage per nidificare, rosicchiare cavi elettrici e sporcare l’isolamento con le sue deiezioni. Prima di acquistare una trappola, il primo dato da verificare non è né la dimensione della gabbia né il prezzo: è lo stato legale dell’animale nel tuo dipartimento.

Stato ESOD della faina: una verifica obbligatoria prima di qualsiasi acquisto

La faina fa parte delle Specie Suscettibili di Causare Danni (ESOD), ma questa classificazione varia da un dipartimento all’altro. Dalla revisione triennale 2023-2026, circa 45 dipartimenti classificano ancora la faina come ESOD, con periodi di cattura generalmente autorizzati dal 1° luglio al 31 marzo.

Vedi anche : Le migliori risorse online per potenziare la crescita della tua attività

Nei dipartimenti in cui la faina non è più classificata come ESOD (in particolare nel sud e nell’ovest), la cattura da parte di un privato è vietata. Solo misure di prevenzione e dissuasione rimangono legali. Catturare o uccidere una faina in un dipartimento non classificato espone a sanzioni che possono arrivare fino a 15.000 euro di multa, secondo l’analisi giuridica pubblicata da Invazio nell’agosto 2026.

La lista nazionale delle ESOD è inoltre in fase di rinnovo per il periodo 2026-2029, il che potrebbe modificare la classificazione di nuovi dipartimenti. Consultare l’ordinanza prefettizia in vigore nel tuo dipartimento prima di ordinare un trappola per faina disponibile presso Brico Dépôt evita un’infrazione costosa e una cattura inutile.

Lettura complementare : Come scrivere una lettera di richiesta di pensione per il pubblico impiego: guida ed esempio

Primo piano di una trappola viva per faina posata contro un muro di pietra del giardino in autunno

Trappola per faina gabbia o trappola a mascella: due logiche di cattura diverse

Le trappole vendute nei grandi magazzini di bricolage si suddividono in due famiglie che non rispondono alle stesse situazioni né alle stesse normative.

Gabbia di cattura viva

La gabbia di cattura (o scatola-trappola) è un dispositivo grigliato con una o due entrate, dotato di un meccanismo di attivazione a palette. L’animale entra, cammina sulla palette e la porta si chiude senza ferirlo. È l’unico tipo autorizzato per i privati non autorizzati nella maggior parte dei dipartimenti classificati ESOD.

Il principale criterio di dimensionamento è la lunghezza: una faina adulta misura tra i 40 e i 54 centimetri (solo corpo). La gabbia deve quindi offrire almeno 60 centimetri di profondità affinché l’animale entri completamente prima dell’attivazione. Un modello troppo corto provoca chiusure sulla coda, il che ferisce l’animale e rende la cattura inefficace.

Trappole letali e trappole a mascella

Questi dispositivi uccidono o immobilizzano l’animale per pressione meccanica. Il loro uso è riservato ai catturatori autorizzati, in possesso di un’autorizzazione rilasciata dalla prefettura dopo una formazione specifica. Un privato che utilizza una trappola a mascella senza autorizzazione commette un’infrazione, anche in un dipartimento in cui la faina è classificata come ESOD.

Per un proprietario che si trova di fronte a una faina nei suoi sottotetti, la gabbia di cattura viva rimane quindi l’unica opzione legale accessibile senza formazione preventiva.

Criteri tecnici per scegliere una gabbia-trappola efficace

Tutti i modelli di gabbie sembrano simili in apparenza, ma tre parametri tecnici separano una trappola funzionale da un acquisto inutile.

  • Maglia e spessore del filo: la faina ha mascelle capaci di rosicchiare plastica e legno tenero. È consigliabile privilegiare una griglia in acciaio zincato con un diametro di filo sufficiente per resistere ai morsi. Una griglia troppo fine si deforma in poche ore.
  • Sensibilità del grilletto: la palette di attivazione deve reagire al peso di una faina (tra un e due chilogrammi circa) senza attivarsi al passaggio di un roditore più leggero. Alcuni modelli offrono una vite di regolazione della tensione, che consente di adattare la sensibilità in base alla specie target.
  • Sistema di bloccaggio della porta: una volta chiusa, la porta deve resistere alle spinte dell’animale catturato. I modelli a doppio bloccaggio (con chiavistello superiore e inferiore) riducono le fughe per sollevamento della trappola.

Il materiale della base conta anche. Una base in lamiera piena protegge il pavimento dai graffi e impedisce alla faina di scavare sotto la griglia per fuggire.

Uomo che posiziona una trappola per faina in un garage vicino a una ventilazione di casa con attrezzi sullo sfondo

Posizionamento della trappola e esche: gli errori che fanno fallire la cattura

Una trappola ben scelta ma mal posizionata rimane vuota per settimane. La faina è un animale diffidente, territoriale e dotato di un olfatto sviluppato. La posizione e la preparazione della trappola contano tanto quanto il materiale stesso.

La faina percorre sentieri ripetitivi lungo i muri, le travi e le grondaie. Identificare questi passaggi (tracce di zampe, feci allungate di colore scuro, odore muschiato) consente di posizionare la trappola direttamente sul percorso abituale. Una trappola posizionata al centro di una soffitta, lontano dalle pareti, ha poche possibilità di funzionare.

Coprire la gabbia con un tessuto scuro riduce la diffidenza dell’animale. Una gabbia metallica brillante, posata a vista, costituisce un oggetto sconosciuto che la faina evita per diverse notti prima di avvicinarsi. Un vecchio lenzuolo o una tela di juta attenua l’aspetto artificiale del dispositivo.

Per l’esca, un uovo intero (crudo, non rotto) posizionato sul fondo della gabbia rimane il più efficace. La faina è attratta dagli uova e deve impegnarsi completamente nella gabbia per raggiungerla. Le esche a base di carne o pesce attirano anche i gatti del vicinato, il che moltiplica i rilascio a vuoto.

Dopo la cattura: obblighi legali e rilascio

Una volta catturata viva, la normativa impone di rilasciarla in un ambiente naturale adatto, a diversi chilometri dal luogo di cattura, per evitare che torni. Nei dipartimenti in cui la faina è classificata come ESOD, il catturatore deve dichiarare la cattura presso la federazione provinciale dei cacciatori o la DDT (Direzione Dipartimentale dei Territori).

Rilasciare l’animale a meno di un chilometro è inutile: la faina conosce il suo territorio e ritrova la strada in pochi giorni. Un rilascio a distanza deve avvenire in una zona boschiva, lontano dalle abitazioni, per limitare il trasferimento di disturbo a un altro privato.

Dopo la rimozione della faina, sigillare tutti gli accessi (tegole spostate, aperture di ventilazione non grigliate, passaggi di cavi) rimane l’unica misura che impedisce una nuova installazione. Una trappola senza lavori di prevenzione non fa che rimandare il problema di alcune settimane.

Come scegliere una trappola per faina efficace da Brico Dépôt per proteggere la tua casa